TIME LAPSE (2014) di Bradley King | Mini Recensioni di Beetlejuice

TIME LAPSE

“Dal mio punto di vista,
c’è solo una cosa peggiore di un tizio
che non paga quando perde una scommessa…
ed è un tizio che non ne perde mai una”
Time lapse | Recensione film | Screenshot 1

Ammesso che uno risolva il dettaglio di farla funzionare, il bello di una macchina del tempo è che poi uno può costruirla come gli pare e piace. Questo ce lo ha insegnato innegabilmente il Dottor Emmet Brown con la DeLorean, ma nei film se ne sono viste un po’ di tutti i colori, dalle cabine telefoniche alle vasche idromassaggio. E allora perché non una macchina fotografica? Certo qui la prospettiva è un po’ spostata rispetto ai consueti viaggi temporali, perché i protagonisti di Time Lapse possono vedere cosa accadrà, ma il viaggio nel futuro è quello consueto a cui siamo abituati tutti quanti (alla velocità di un secondo al secondo).

Time lapse | Recensione film | Screenshot 2

In realtà l’idea della macchina fotografica non è del tutto originale, era già stata proposta parecchi decenni fa nell’episodio Un’insolita macchina fotografica della serie Ai confini della realtà. Però diciamocelo: provare a fare un film di fantascienza senza citare Ai confini della realtà è un po’ come cercare di scrivere una canzone pop senza tirare in ballo i Beatles. In Time Lapse siamo sempre nell’ambito dei film indipendenti, quindi il budget è limitato e l’impianto del film è decisamente teatrale, con due soli locali in cui si svolge l’azione.  La natura parzialmente crime della pellicola e il fatto che le due stanze comunichino solo visivamente attraverso le finestre, gli danno un’atmosfera vagamente hitchockiana.

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Titolo italiano: Time lapse
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