TRIANGLE (2009) di Christopher Smith | Mini Recensioni di Beetlejuice

TRIANGLE

“Stavi solo facendo un incubo,
tutto qui, piccolo. È stato solo questo.
Gli incubi ti fanno pensare di aver visto
cose che non hai visto.
Sai cosa faccio quando ho un incubo?
Chiudo gli occhi e penso a qualcosa di bello.
Come essere qui con te.”
Triangle | Recensione film | Screenshot 1

Questo film è il classico esempio di come il budget possa fare la differenza. Voi prendete la sinossi di un film con qualche problema a livello di scenografia, fotografia e casting, come Los cronocrimenes, decidete di spendere qualche milione di dollari in più per la produzione, diciamo dieci milioni per stare tranquilli, e avrete un ottimo film come Triangle.  Ovviamente questa non è assolutamente una regola aurea della cinematografia, le case produttrici sono famigerate per produrre costosissimi remake che non valgono una cicca, ma in questo caso è indubbio che abbia funzionato. Triangle ha una scenografia più suggestiva (un transatlantico deserto), una fotografia più curata e un casting più accattivante (e non solo per la bionda che vedete nella locandina, maledetti maniaci), per il resto la storia è praticamente la stessa di Los cronocrimenes. Il film australiano ha tutt’altro respiro rispetto alla sua controparte spagnola, forse perde qualcosa dell’atmosfera angosciante dell’originale ma a tutto vantaggio della visione.

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