THE MEMORY SHOP (2019) di Christiaan Neu | Festival cinematografici di Beetlejuice

THE MEMORY SHOP

The memory Shop - Recensione cortometraggio - screenshot 1

Invecchiare non significa solo vedere il nostro corpo deperire lentamente, giorno dopo giorno, ma prima o poi anche vedersi sfuggire le proprie capacità cognitive, in primis la memoria. Un carissimo prezzo da pagare per la nostra smania di voler vivere sempre più a lungo. In un futuro prossimo però la tecnologia ci permetterà rivivere virtualmente i nostri ricordi, di essere di nuovo ventenni, di fare nuovamente il bagno in quel magnifico lago, di sentire ancora quelle voci e quei suoni e festeggiare uno dei primi anniversari. Quei ricordi potremo persino registrarli, per poterli rivedere quando magari il nostro cervello non sarà più in grado di mostrarceli. Così l’anziana e dolcissima Lima decide di fare questa esperienza e non lo vuole fare solo per sé, come probabilmente niente ha più fatto nella vita da quando ha conosciuto suo marito, ma vuole portare quella registrazione a lui, che ormai ha quasi completamente perso la memoria ed è incapace di comunicare e forse persino di riconoscerla. Per chi ha a cuore questi temi, The Memory Shop è un cortometraggio incredibilmente toccante, con due attori fantastici e perfettamente in parte e che con poche pennellate riesce a raccontarci le emozioni di un’intera vita. Come nei migliori episodi di Black Mirror, anche in The Memory Shop la fantascienza è solo un dettaglio, una piccola magia che ci permette di riflettere su cosa significhi essere umani.

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